Backstory come iceberg

Regole per gestire la backstory del protagonista in un romanzo e non appesantire inutilmente la narrazione

Cari Wrimos,

oggi qualche riflessione sul passato del nostro protagonista e sulla famigerata backstory, ossia su tutto quello che ha reso il protagonista quello che è nel momento in cui comincia la storia.
Il problema della backstory è che è sempre tanta perché, man mano che scriviamo, scopriamo sempre più dettagli del nostro protagonista, del suo carattere e del suo passato. Capire cosa inserire, quanto inserire e soprattutto quando inserirlo è difficilissimo per lo scrittore, perché per lui ogni dettaglio è importante. Il lettore, invece, non ha bisogno di conoscere tutte queste informazioni per godersi la storia.
Ecco tre regole di base per quanto riguarda la backstory, che vanno tenute presenti per facilitare la lettura al lettore e non annoiarlo.
  1. Inserite solo quello che è necessario per capire la trama e la motivazione del protagonista in quel punto della storia. Tutto il resto va eliminato o spostato altrove.
  2. Spezzate i blocchi di backstory e disseminate nel testo gli eventi salienti del passato del protagonista, anziché perdervi in flashback infiniti, che disconnettono il lettore dalla storia e interrompono il flusso narrativo.
  3. Resistete alla tentazione di voler spiegare subito tutto del vostro protagonista. I lettori amano interpretare il testo da sé e unire i puntini per arrivare a un quadro completo alla fine. Quindi accennate al passato del vostro protagonista qui e lì, aggiungendo sempre più dettagli man mano che procedete con la narrazione, ma non interrompete la storia per introdurre tutta la sua famiglia e raccontare tutto il suo passato in una volta sola. Soprattutto non fatelo all’inizio del romanzo, quando il rapporto di empatia lettore-protagonista non è ancora abbastanza profondo per far sì che il lettore voglia conoscere il passato del protagonista.
Prima di inserire un passaggio di backstory, ponetevi le seguenti domande:
  • La backstory si ricollega direttamente all’azione in corso nella scena?
  • Il lettore ha bisogno di queste informazioni per comprendere meglio la motivazione del protagonista o il suo timore di perdere ciò a cui tiene?
  • Se queste informazioni fossero omesse, la scena manterrebbe lo stesso la sua potenza? A volte potete addirittura eliminare l’intera scena e spostare gli elementi rilevanti per la narrazione in altre scene più importanti dal punto di vista narrativo, senza intaccare la storia in sé.
Dato che inserire eventi del passato interrompe sempre la narrazione e rallenta il ritmo, quando riferite antecedenti, fatelo nel modo più attivo possibile e col minor numero di parole possibile. In particolare trovate un elemento nella scena (oggetto, gesto, battuta ecc.) che vi dia la scusa per raccontare la backstory e tornate al presente della scena una volta concluso l’episodio della backstory.

Se temete di aver inserito troppi eventi del passato e che il ritmo della vostra storia stia rallentando fino quasi a fermarsi, evidenziate tutto ciò che è backstory in rosso e, se avete troppo rosso, apportate le necessarie modifiche, tenendo presente che la vostra storia non è la backstory.

Michaela Nicolosi

Editor letteraria, traduttrice, lettrice appassionata. Sono affascinata dai mondi paralleli che la mente umana riesce a creare e dal perché gli uomini si raccontano storie a vicenda.

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